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il percorso artistico note biografiche

CONCERTO
1948
ingrandisci MATTANZA 
1950 
 Notturno
  1946
paura atomica  
1957 
attesa
1957
FIGURAZIONE
Stupore e realismo d'angoscia

1938 - 1946
1947 - 1957

Il periodo figurativo, punto di partenza dell'esperienza artistica di Enrico Accatino, ha inizio nel 1938, quando giovanissimo e autodidatta inizia ad esprimersi per immagini. Una attrazione che diviene ben presto una scelta di vita e che nasce all'interno di una famiglia legata al lavoro dei campi prima e al commercio poi, vissuta tra le campagne di San Salvatore Monferrato in Piemonte e i docks di Genova.

Un percorso che nel primo dopoguerra sarà segnato da tre fondamentali esperienze:                                   l'iscrizione all'Accademia di Belle Arti di Roma, la frequentazione a Torino dello studio privato di Felice Casorati, il lungo soggiorno a Parigi, dove conoscerà artisti come Severini, Giacometti, Matisse, Laurens, Manessier.

Iniziano così 10 anni di lavoro intenso, nella rappresentazione di un'umanità che lavora e che soffre. Nascono cicli importanti come "Maternità", "Fuga delle donne", o come il "Tema del Mare", che ritornerà negli "Annegati", nelle scene di pesca (le "Mattanze" nate dall'esperienza vissuta nelle tonnare di Carloforte in Sardegna nel 1946 e nel 1949). O nel "Trasporto", che nel 1953 gli permetterà di vincere la prima edizione del Premio Marzotto. Opere contrassegnate da uno stile vigoroso e dolente (Corrado Maltese lo definì "realismo d'angoscia") che, alla fine del '57, condurrà Accatino al definitivo passaggio verso l'astrazione (v. L'Attesa).

Tra gli amici del tempo, i compagni d'arme (Michele Prisco, Mario Pomilio, Gino Montesanto, Pietro Guida, Silvio Loffredo), i pittori Renato Guttuso (che acquisterà le sue prime opere), Fausto Pirandello, Roberto Melli, Primo Conti, Mino Maccari.

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