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OPPOSTI
1958
BLACK-WHITE-GREY
1989 

NOTE CRITICHE
50 anni di appunti e contrappunti


 

Ogni sensazione significativa dà origine alla ricognizione di una nuova immagine, variata all’infinito, che sfrutta ogni capacità tecnica verificandola sui motivi dell’ispirazione, sulle misurazioni delle concentrazioni luminose indirizzate a sottolineare la ricerca di assoluto nel valore morale dei colori.

Giueppe Appella - 2006 

La sua attività artistica si è concentrata nella costante ricognizione di nuove tecniche e nuove possibilità espressive che prevedono sempre la dilatazione dell'immagine, nell'assillante approfondimento di temi e valori che scoprono inedite soluzioni cromatiche.
Le sensazioni vengono trasportate di volta in volta in un disegno, in una scultura, in un dipinto, o in un arazzo le cui forme, attraverso volumi bloccati dialoganti con lo spazio, eccitano lo sguardo.
Tutto ció muove dal bisogno insopprimibile di liberarsi dalla soggezione alla realtà apparente, poi dall'ansia di giungere ad una comprensione totale della realtà permanente spogliata dall'accidentale e dal contingente.

Giuseppe Appella - 1999

Un'esplorazione cosí appassionata eppure cosí sobria, elegante, chiusa in un non-colore che poi è in realtà una partitura che diresti orientale di colori raffinatissimi, asserragliati in uno sviluppo che comprende neri prepotenti e bianchi sporchi, calcinosi, e in mezzo, catrami, ruggini, i ton-sur-ton di ferri e bronzi, grigi e verdi marcescenti, azzurri pallidi, come dilavati, questa sorta di pathos e brutalità che ha dalla sua una costellazione di riferimento che comprende Masaccio e Roualt, Dubuffet e Kline.

Marco di Capua - 1997

Enrico Accatino, estraniato ed estraneo alla vertigine e al clangore artistico e critico di questo sempre piú urlato '900, è un uomo coerente, artista coerente che non ha mai attraversato nessun "ismo"
Accatino celebra l'apoteosi del modulo circolare nelle sue varianti ad anello e a disco. L'essenzialità delle forme domina, il colore diviene peso e lo spazio dell'opera è determinato dal connubio di forma e colore, ambedue ricondotti ad una pregnante elementarità di cui solo Burri ha saputo dar prova nelle opere degli ultimi anni.

Giorgio Di Genova - 1991

L'opera di Accatino non cessa di sorprendere per la qualità di ogni risultato, e per la coerente meditazione che sta a monte di ogni ciclo di lavoro.
E' uno di quegli artisti nei quali la maturazione della ricerca e dell'aderente linguaggio è cosí complessa e comprensiva da includere nella sua attività ogni forma d'arte, ciascuna conseguente e attinente all'altra.

Sandra Orienti - 1976

Uno degli esiti piú sorprendenti di questi arazzi "spaziali" di Accatino è la loro qualificazione materiologica, in senso diverso dalla flessione pittorica del mezzo, puntando invece proprio sulla determinazione delle soluzioni tecniche…di qui, dunque, una grande ricchezza di risultati figurali, voglio dire, di veri e propri punti di arrivo, al di là, infine anch'essi di un semplice rinnovamento della tradizione dell'arazzeria.

Enrico Crispolti - 1970

L'incontro con Accatino è uno di quelli che non si prevedono, e che arrivano improvvisi a destare e a illuminare su una natura generosa, su un raro esempio di dignità morale e intelligente consapevolezza…

Lara V. Masini 1962

Accatino non saprebbe esprimere in formule il perché di questi grigi o di questi rossi, né il perché di questi netti contrasti di chiaro e di scuro o di tese, riarse superfici-luce e densi, pesanti, grumi di materia.

Corrado Maltese - 1960

Accatino vuole far tabula rasa di tutto ció che è lontano ricordo di materialità, di un peso, di una sospensione, di uno spazio, in maniera tale che sia la pittura a raccontare le sue avventure, e non il pittore.
Da ciò nasce la necessità di fare uso di pochi materiali coloranti scarniti a tal punto da essere talvolta limitati ai soli rapporti di bianco e di nero, al loro esprimersi col puro essenziale.

Antonio Marasco - 1959


Enrico Accatino, questo sobrio, onesto, testardo e aperto artista (non a caso è un ligure-piemontese), ha un senso antico, religioso e plenario della vita, che possiede con con drammatica fiducia nell'intero suo ciclo: dalla nascita alla morte.

Lorenza Trucchi - 1957

C'è, in Accatino, un rapporto intimo e connaturato fra vita come esperienza e rappresentazione come resa, ch'è la nota piú viva della sua pittura: di qui quella volontà plastica sempre piú portata ad una estrema severità di colore che spinge il suo temperamento inquieto a non appagarsi mai del frammento, anche solo per studio o per bozzetti, ma a cercare la composizione vasta, ad aver bisogno a volte dell'affresco.

Michele Prisco - 1957

Quale origine, quale collocazione dare ad Accatino?
Neo-realista? Solitario antimodernista? Raffinato decadente in odor di avanguardismo cosmopolita?

Marcello Venturoli - 1953

In tempi di ghirigori e di eleganze, di continui tentativi nelle direzioni piú disparate, l'esempio di Accatino ci sembra importante. Egli non appartiene a nessuna tendenza, a nessun gruppo. Ma i suoi temi sono sociali poiché fa parte della sua poesia, della sua natura, l'uomo che lavora nel mare o nei campi, nella città o nei paesi. Egli si riallaccia con queste sue opere ai grandi artisti del passato. A coloro soprattutto che hanno avuto cuore e sangue da vendere.

Gino Montesanto - 1952

...vorrei vederti più spesso e se credi di farmi vedere la grande pittura che stai facendo te ne sarei grato. Abbiamo bisogno, per questa grande battaglia di rinnovamento dell'arte italiana, di tutte le forze nostre migliori. Una nuova fase è incominciata, superato il momento delle polemiche e della confusione dei termini...

Renato Guttuso - 1952

…una pittura secca, essenziale, senza compiacimenti.

Pier Paolo Pasolini - 1950