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Enrico Accatino pittore, scultore e progettista, nasce a Genova
il 22 agosto del 1920 da genitori piemontesi. Diplomato presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, soggiorna nel 1947 a Parigi frequentando molti artisti tra cui Severini, Giacometti, Laurens,
Matisse, Pignon, Manessier.
Dal 1949 si trasferisce a Roma, che diventerà
la sua città di adozione.
Nel 1956, vincitore della Borsa di Studio del Belgian American Education
Foundation, si reca in Belgio e quindi in Olanda. Dal ’40 al ’57,
una figurazione ispirata a motivi sociali distingue Accatino dal
realismo ideologico-politico imperante in Italia, mentre un forte
sentimento umano teso al riscatto del dolore e della miseria, è
espresso da un’essenziale trama sognico-costruttiva (cicli Pescatori,
Mattanza, Madri). I primi quadri aniconici, dalla forte caratterizzazione
geometrica sostenuta dalle vibrazioni di colori controllati (grigi,
bianchi, neri, bruni, rugginosi, azzurri), sono databili dalla seconda
metà degli anni ’50. Il motivo conduttore della sua produzione
grafica, pittorica e tridimensionale è da allora la circolarità:
cerchio, disco, ellisse, nelle loro plurime ed intersecate implicazioni.
L’Eclisse del ’59 offre la chiave di lettura di quello che puó
essere definito “l’elogio dell’ombra”, mentre il Grande anellare
(bronzo) del 1970 ci conduce all’appassionata “ricerca di luce”
della sua poetica espressiva.
Attento studioso e teorico dell’arte, Accatino ha motivato in piú occasioni le sue scelte su categorie
estetiche fondamentali quali il colore, l’astrazione, la tridimensionalità.
Strenuo assertore di una nuova cultura italiana legata alla tessilità,
si dedica con vigore – a partire dal 1966 – al rilancio dell’arazzo
come linguaggio per soluzioni bi o tridimensionali, come testimoniano
i numerosi arazzi della sua produzione.
Nel corso della sua intensa attività artistica ha ottenuto importanti riconoscimenti nazionali e internazionali, mentre numerose sue opere sono conservate presso musei e collezioni private in Italia e all’estero.
Contemporaneamente all’attività artistica
Enrico Accatino si è dedicato alla didattica delle arti visive.
Dal 1960 al 1964 ha curato una nuova impostazione dell’insegnamento
artistico in centinaia di trasmissioni televisive (RAI – Radio Televisione
Italiana, Non è mai troppo tardi, Telescuola). Ha pubblicato numerosi e significativi testi di Educazione artistico-visiva
e Storia dell’Arte, realizzando il primo programma di Educazione
Artistica nella scuola media. Primo educatore a parlare apertamente
di disabilità e di metodologie dedicate.
Nel 1980, su proposta del Ministro della Pubblica
Istruzione, il Presidente della Repubblica Italiana gli ha conferito
la medaglia d’oro quale “Benemerito della Scuola, della Cultura
e dell’Arte”.
Colpito da una malattia debilitante, vive con
grande dolore nel 2004 la perdita di sua moglie, la scrittrice
Ornella Angeloni, co-autrice di molte sue pubblicazioni. Continuerà
a operare sino agli ultimi mesi del 2006. Muore a Roma il 16 luglio
2007.
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