Homepage
note biografiche il percorso artistico
bibliografia | note critiche| mostre| contatti e autentiche

SAN SALVATORE
MONFERRATO
1926
ingrandisci
ingrandisci PARIGI
1947
 ENRICO ACCATINO
1949
ingrandisci
ingrandisci
PREMIO MARZOTTO
1953
 NEW YORK
ingrandisci
NOTE BIOGRAFICHE
english version

 

Enrico Accatino pittore, scultore e progettista, nasce a Genova il 22 agosto del 1920 da genitori piemontesi.
Diplomato presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, soggiorna nel 1947 a Parigi frequentando molti artisti tra cui Severini, Giacometti, Laurens, Matisse, Pignon, Manessier.

Dal 1949 si trasferisce a Roma, che diventerà la sua città di adozione.
Nel 1956, vincitore della Borsa di Studio del Belgian American Education Foundation, si reca in Belgio e quindi in Olanda. Dal ’40 al ’57, una figurazione ispirata a motivi sociali distingue Accatino dal realismo ideologico-politico imperante in Italia, mentre un forte sentimento umano teso al riscatto del dolore e della miseria, è espresso da un’essenziale trama sognico-costruttiva (cicli Pescatori, Mattanza, Madri). I primi quadri aniconici, dalla forte caratterizzazione geometrica sostenuta dalle vibrazioni di colori controllati (grigi, bianchi, neri, bruni, rugginosi, azzurri), sono databili dalla seconda metà degli anni ’50.

Il motivo conduttore della sua produzione grafica, pittorica e tridimensionale è da allora la circolarità: cerchio, disco, ellisse, nelle loro plurime ed intersecate implicazioni. L’Eclisse del ’59 offre la chiave di lettura di quello che puó essere definito “l’elogio dell’ombra”, mentre il Grande anellare (bronzo) del 1970 ci conduce all’appassionata “ricerca di luce” della sua poetica espressiva.

Attento studioso e teorico dell’arte, Accatino ha motivato in piú occasioni le sue scelte su categorie estetiche fondamentali quali il colore, l’astrazione, la tridimensionalità.
Strenuo assertore di una nuova cultura italiana legata alla tessilità, si dedica con vigore – a partire dal 1966 – al rilancio dell’arazzo come linguaggio per soluzioni bi o tridimensionali, come testimoniano i numerosi arazzi della sua produzione.

Nel corso della sua intensa attività artistica ha ottenuto importanti riconoscimenti nazionali e internazionali, mentre numerose sue opere sono conservate presso musei e collezioni private in Italia e all’estero.

Contemporaneamente all’attività artistica Enrico Accatino si è dedicato alla didattica delle arti visive. Dal 1960 al 1964 ha curato una nuova impostazione dell’insegnamento artistico in centinaia di trasmissioni televisive (RAI – Radio Televisione Italiana, Non è mai troppo tardi, Telescuola). Ha pubblicato numerosi e significativi testi di Educazione artistico-visiva e Storia dell’Arte, realizzando il primo programma di Educazione Artistica nella scuola media. Primo educatore a parlare apertamente di disabilità e di metodologie dedicate.

Nel 1980, su proposta del Ministro della Pubblica Istruzione, il Presidente della Repubblica Italiana gli ha conferito la medaglia d’oro quale “Benemerito della Scuola, della Cultura e dell’Arte”.

Colpito da una malattia debilitante, vive con grande dolore nel 2004 la perdita di sua moglie, la scrittrice Ornella Angeloni, co-autrice di molte sue pubblicazioni. Continuerà a operare sino agli ultimi mesi del 2006. Muore a Roma il 16 luglio 2007.